Spese di istruttoria del mutuo: quanto costano davvero

Le spese di istruttoria sono un costo una tantum che la banca addebita per analizzare la tua pratica di mutuo, valutare il merito creditizio e decidere se concedere il finanziamento. Non sono imposte dalla legge: ogni istituto le fissa liberamente, il che spiega perché variano così tanto da un’offerta all’altra.
In termini pratici, ti troverai davanti a due modelli:
- Importo fisso: indicativamente tra 180 e 2.250 €, a seconda della banca.
- Percentuale sull’erogato: di solito tra lo 0,1% e l’1%, con alcune banche che arrivano fino allo 0,5–1% come fascia più comune.
Queste spese entrano nel calcolo del TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), l’indicatore che misura il costo reale del mutuo. Confrontare solo il TAN tra offerte diverse è un errore frequente: due mutui con lo stesso tasso nominale possono avere un costo totale molto diverso se le spese di apertura divergono.
Punti chiave
Le spese di istruttoria incidono sul TAEG e vanno sempre confrontate tra offerte diverse, non valutate isolatamente dal tasso nominale.
| Punto | Dettagli |
|---|---|
| Range tipici dei costi | Importo fisso tra 180 e 2.250 € oppure percentuale tra 0,1% e 1% del capitale erogato. |
| Impatto sul TAEG | Anche poche centinaia di euro modificano il TAEG: confronta sempre questo indicatore, non solo il TAN. |
| Detraibilità al 19% | Detraibili con mutuo prima casa, entro i limiti IRPEF; conserva la certificazione bancaria annuale. |
| Surroga senza spese | Nella portabilità del mutuo le spese di istruttoria sono normalmente a carico della nuova banca. |
| Calcoligratis | Il calcolatore mutuo gratuito di Calcoligratis consente di simulare l’effetto delle spese sul costo totale. |
Indice
- Cosa comprendono le spese di istruttoria e quali attività coprono
- Come si calcolano le spese: fisso o percentuale, con esempi concreti
- Quando e come vengono addebitate le spese di istruttoria
- Detraibilità fiscale: regole, limiti e documentazione necessaria
- Surroga e promozioni: quando le spese di istruttoria non si pagano
- Spese di istruttoria, perizia, notaio e imposta sostitutiva: le differenze
- Checklist pratica: domande da porre alla banca prima di firmare
- Esempio pratico: come le spese di istruttoria incidono sul TAEG
- Il mio consiglio pratico: cosa fare davvero quando cerchi un mutuo
- Calcoligratis: simula subito l’impatto delle spese sul tuo mutuo
- Fonti
- Domande frequenti
Cosa comprendono le spese di istruttoria e quali attività coprono
Le spese di istruttoria coprono un insieme di attività che la banca svolge prima di erogare il mutuo. Capire cosa c’è dentro quella voce aiuta a valutare se il costo è giustificato o negoziabile.
Le attività tipiche includono:
- Analisi documentale: verifica di buste paga, dichiarazioni dei redditi, estratti conto e documenti anagrafici.
- Valutazione del merito creditizio: controllo della storia creditizia del richiedente tramite le centrali rischi (come CRIF).
- Istruttoria interna: delibera del comitato crediti sulla fattibilità del finanziamento.
- Apertura della pratica: registrazione amministrativa del dossier e predisposizione del contratto.
Un esempio concreto: durante l’analisi documentale, il funzionario verifica che il rapporto rata/reddito rientri nei parametri interni della banca, spesso fissati intorno al 30–35% del reddito netto mensile. Questa fase da sola richiede tempo e competenze specialistiche, e le spese di istruttoria coprono proprio questo lavoro.
Cosa NON rientra nelle spese di istruttoria:
- Perizia tecnica: valutazione dell’immobile da parte di un perito indipendente, voce separata.
- Spese notarili: onorari del notaio per il rogito e l’atto di mutuo, sempre distinte.
- Imposta sostitutiva: tributo dovuto allo Stato, pari allo 0,25% per la prima casa o al 2% per le altre.
Come si calcolano le spese: fisso o percentuale, con esempi concreti
Le banche usano due criteri distinti, e la scelta tra l’uno e l’altro può fare una differenza significativa a seconda dell’importo richiesto.
Modello a importo fisso La banca stabilisce una cifra indipendente dal capitale: può essere 300 €, 500 € o anche 2.250 € per istituti con tariffe più elevate. Conviene su mutui di importo alto, perché l’incidenza percentuale si riduce all’aumentare del capitale.
Modello a percentuale Si applica una percentuale sull’importo erogato. Le fasce più comuni vanno dallo 0,1% all’1%, con alcune banche che si attestano tra 0,5% e 1%. La formula è semplice:
Esempi pratici:
Su un mutuo da 200.000 € con percentuale all’1%, la spesa supera i 2.000 €. La stessa banca con un importo fisso di 300 € sarebbe molto più conveniente. Alcune banche arrivano a spese fisse anche di 500–2.250 €, il che ribalta il confronto: in quel caso, la percentuale bassa potrebbe costare meno.

Quando e come vengono addebitate le spese di istruttoria
Il momento del pagamento varia e ha effetti concreti sulla liquidità disponibile al momento dell’acquisto.
Le modalità più comuni sono tre:
- Trattenuta dall’erogato: la banca eroga il mutuo al netto delle spese. Se hai chiesto 150.000 €, ricevi 149.700 € (con 300 € di istruttoria trattenuti). Devi avere la liquidità per coprire la differenza.
- Pagamento alla stipula: le spese vengono addebitate contestualmente alla firma del contratto, separatamente dall’erogazione.
- Inclusione nel capitale finanziato: le spese vengono aggiunte al capitale e restituite con le rate mensili. Questa opzione riduce l’esborso iniziale, ma aumenta il totale degli interessi pagati nel tempo.
Se l’istruttoria si conclude con esito negativo, normalmente non sei tenuto a pagare. La banca non ha erogato nulla, quindi la voce non matura. Verifica comunque questa clausola nel foglio informativo precontrattuale prima di presentare la domanda.
Un consiglio: chiedi sempre per iscritto la modalità di addebito delle spese di istruttoria. Il foglio informativo standardizzato (ESIS) deve riportare questa voce in modo esplicito: se non la trovi, è un segnale da approfondire prima di firmare.
Detraibilità fiscale: regole, limiti e documentazione necessaria
Le spese di istruttoria sono detraibili dall’IRPEF, ma solo a condizioni precise. Non basta avere un mutuo: servono requisiti specifici.
Condizioni per la detrazione al 19%:
- Il mutuo deve essere stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale (prima casa).
- L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto.
- Il contratto di mutuo deve essere stipulato nell’anno precedente o successivo all’acquisto dell’immobile.
Le spese di istruttoria e le spese di perizia, se il mutuo soddisfa questi requisiti, concorrono alla detrazione IRPEF del 19% insieme agli interessi passivi, soggette ai limiti e alle condizionalità previste dalla normativa vigente.
Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate chiariscono che le spese accessorie al mutuo per la prima casa, tra cui istruttoria e perizia, rientrano nella base di calcolo per la detrazione del 19% sugli interessi passivi, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste per ciascun anno d’imposta. Conserva tutta la documentazione rilasciata dalla banca.
Documentazione da conservare:
- Quietanze di pagamento delle spese di istruttoria.
- Certificazione annuale rilasciata dalla banca (attestante interessi passivi e oneri accessori).
- Atto notarile di compravendita e contratto di mutuo.
Se hai dubbi sulla corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, un CAF o un commercialista può verificare che la detrazione sia applicata correttamente.
Surroga e promozioni: quando le spese di istruttoria non si pagano
La surroga, o portabilità del mutuo, è lo strumento con cui trasferisci il mutuo esistente a un’altra banca a condizioni migliori. Il vantaggio principale: nella surroga il mutuatario normalmente non sostiene le spese di istruttoria, perché i costi del trasferimento sono a carico della nuova banca.
Questo cambia radicalmente il confronto economico rispetto a un nuovo mutuo:
- Nuovo mutuo: spese di istruttoria (fino a 2.000 € o più), perizia, imposta sostitutiva, spese notarili.
- Surroga: generalmente nessuna spesa di istruttoria, nessuna imposta sostitutiva, spese notarili ridotte o assenti.
Su un mutuo da 150.000 €, la differenza può superare i 3.000–4.000 € di costi iniziali risparmiati.
Promozioni commerciali: alcune banche azzerano le spese di istruttoria per specifiche categorie (under 36, dipendenti pubblici, clienti già correntisti) o in periodi promozionali. Prima di accettare un’offerta “a zero spese”, verifica:
- Che non ci siano commissioni periodiche sostitutive mascherate da altre voci.
- Che il TAN e il TAEG siano comunque competitivi rispetto al mercato.
- Che l’azzeramento sia confermato per iscritto nel foglio informativo.
Spese di istruttoria, perizia, notaio e imposta sostitutiva: le differenze
Queste quattro voci vengono spesso confuse, ma hanno natura e importi molto diversi.
- Spese di istruttoria: costo una tantum per l’analisi della pratica, a discrezione della banca. Range: 180–2.250 € fissi, oppure 0,1–1% dell’erogato.
- Perizia tecnica: valutazione dell’immobile da parte di un tecnico abilitato. Costo medio intorno a 200–300 € più IVA e contributi di cassa, voce separata dall’istruttoria.
- Spese notarili: onorari per il rogito e l’atto di mutuo. Variano in base al valore dell’immobile e alla complessità dell’atto, spesso nell’ordine di diverse migliaia di euro.
- Imposta sostitutiva: tributo statale, pari allo 0,25% del capitale per la prima casa e al 2% per le altre tipologie.
Quando confronti due offerte di mutuo, somma tutte queste voci e non fermarti al solo TAN. Il TAEG le incorpora tutte (tranne le spese notarili, che per convenzione non rientrano nel calcolo), ed è l’unico indicatore che ti permette un confronto omogeneo.
Checklist pratica: domande da porre alla banca prima di firmare
Prima di accettare un’offerta, passa attraverso questi controlli.
Controlli sul foglio informativo (ESIS):
- Le spese di istruttoria sono indicate come voce separata e quantificata?
- Il TAEG include le spese di istruttoria e la perizia?
- Sono indicati eventuali minimi e massimi per le spese percentuali?
- Le spese sono trattenute dall’erogato, pagate alla stipula o incluse nel capitale?
Domande da porre in filiale o via email:
- «Le spese di istruttoria sono incluse nel capitale finanziato o addebitate separatamente?»
- «Esistono promozioni attive per under 36 o per la prima casa?»
- «In caso di rifiuto del mutuo, le spese sono comunque dovute?»
- «Qual è il TAEG comprensivo di tutte le spese accessorie?»
Segnali di attenzione:
- Voci descritte come “una tantum” che in realtà si ripetono annualmente.
- Spese di istruttoria non quantificate nel preventivo iniziale.
- TAEG significativamente più alto del TAN senza una spiegazione chiara delle voci che lo compongono.
- Assenza del foglio ESIS prima della firma: è un obbligo normativo, non un optional.
Esempio pratico: come le spese di istruttoria incidono sul TAEG
Prendiamo un mutuo ipotetico da 150.000 € a 20 anni con TAN fisso al 3,00%. Confrontiamo tre scenari: nessuna spesa, spese fisse di 500 € e spese percentuali all’1%.
La differenza di rata sembra piccola, ma su 20 anni le spese incluse nel capitale generano interessi aggiuntivi. Con 1.500 € inclusi nel finanziamento al 3%, paghi circa 830 € di interessi in più nel corso del piano di ammortamento.

Le spese di istruttoria influenzano il TAEG anche quando non sono incluse nel capitale: la banca le considera nel calcolo dell’indicatore, che per questo motivo è sempre superiore al TAN. Confrontare offerte usando solo il TAN porta a sottovalutare il costo reale.
Un consiglio: usa il calcolatore mutuo di Calcoligratis per inserire il tuo scenario reale: puoi modificare l’importo, il tasso e le spese accessorie per vedere come cambia la rata mensile e stimare l’impatto complessivo sul costo del finanziamento.
Il mio consiglio pratico: cosa fare davvero quando cerchi un mutuo
La prima cosa da fare è chiedere il foglio ESIS a ogni banca che stai valutando, non il preventivo generico. L’ESIS è standardizzato per legge e ti permette di confrontare le voci riga per riga, incluse le spese di istruttoria.
Sul tema dell’inclusione nel capitale: accettarla ha senso solo se la liquidità disponibile è limitata e il tasso è basso. Se puoi pagare le spese di tasca tua alla stipula, fallo: risparmi gli interessi su quella somma per tutta la durata del mutuo. Con tassi al 3–4%, su 20 anni la differenza è concreta.
Sulla detraibilità: non dare per scontato che il tuo commercialista o il CAF abbiano già inserito le spese di istruttoria nella dichiarazione. Chiedi esplicitamente che la certificazione bancaria annuale venga usata per calcolare la detrazione del 19%, e conserva le quietanze originali.
Infine, non trascurare la surroga se hai già un mutuo. Se le condizioni di mercato sono migliorate rispetto a quando hai firmato, trasferire il mutuo a un’altra banca può azzerare le spese di apertura e ridurre il tasso in un’unica operazione.
Calcoligratis: simula subito l’impatto delle spese sul tuo mutuo
Capire i numeri sulla carta è utile. Vederli applicati al tuo caso specifico è un’altra cosa.

Il calcolatore mutuo di Calcoligratis ti permette di inserire importo, durata, tasso e spese accessorie per ottenere subito la rata mensile stimata e il costo complessivo del finanziamento. Puoi anche usare il calcolatore capacità di mutuo per capire quanto puoi richiedere tenendo conto delle spese iniziali nel budget. Tutti gli strumenti sono gratuiti, senza registrazione, con le formule di calcolo spiegate in modo trasparente. Inserisci i dati del tuo preventivo e verifica in pochi secondi se l’offerta che hai sul tavolo è davvero conveniente.
Fonti
Per approfondire o verificare le informazioni contenute in questo articolo, consulta direttamente:
- Spese di istruttoria sul mutuo: cosa sono e a quanto ammontano | Banco BPM
- Spese istruttoria mutuo: calcolo, detraibili, contabilizzazione | Banco di Sardegna
- Spese di istruttoria mutuo: cosa sono e quando si pagano | Casavo
- Interessi passivi mutui - Agenzia delle Entrate (estratto normativo/istruzioni)
- Spese per l’istruttoria, alias quanto costa accendere un mutuo | Più Mutui Casa
Nei fogli informativi bancari cerca: la sezione “Costi” dell’ESIS, la voce “Spese di istruttoria” con importo o percentuale espliciti, e il TAEG comprensivo di tutte le spese.
Quando rivolgersi a un CAF o commercialista: se non sei sicuro di aver inserito correttamente le spese di istruttoria nella dichiarazione dei redditi, o se il tuo mutuo ha caratteristiche particolari (cointestazione, immobile in costruzione, rinegoziazione), un professionista può evitarti errori costosi.
Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un consulente finanziario qualificato. Consulta un professionista finanziario qualificato riguardo al tuo caso specifico prima di agire in base a questo contenuto.
Domande frequenti
Quanto costano le spese di istruttoria per un mutuo?
Le spese di istruttoria variano da banca a banca: si va da importi fissi tra 180 e 2.250 € fino a percentuali sull’erogato tra 0,1% e 1%. Non sono fissate per legge, quindi confrontare più offerte è indispensabile.
Quando si pagano le spese di istruttoria del mutuo?
Di solito vengono trattenute dall’importo erogato o addebitate alla stipula del contratto. In alcuni casi la banca le include nel capitale finanziato, aumentando leggermente la rata mensile ma riducendo l’esborso iniziale.
Le spese di istruttoria sono detraibili?
Sì, se il mutuo è per l’acquisto della prima casa e rispetta le condizioni di tempistica previste dalla normativa IRPEF. Concorrono alla detrazione del 19% insieme agli interessi passivi; conserva la certificazione annuale rilasciata dalla banca.
Con la surroga si pagano le spese di istruttoria?
Nella surroga (portabilità del mutuo) le spese di istruttoria sono normalmente a carico della nuova banca, non del mutuatario. È uno dei principali vantaggi economici del trasferimento rispetto all’accensione di un nuovo mutuo.
Come verifico se le spese di istruttoria sono incluse nel TAEG?
Controlla il foglio informativo ESIS che la banca è obbligata a consegnarti prima della firma. Il TAEG deve incorporare le spese di istruttoria e la perizia; se il TAEG è significativamente più alto del TAN senza una spiegazione chiara, chiedi alla banca di dettagliare le voci incluse.